Mostraci la tua gloria
VI Domenica dopo Pentecoste
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità». Il Signore disse: «Ecco, io stabilisco un’alleanza: in presenza di tutto il tuo popolo io farò meraviglie, quali non furono mai compiute in nessuna terra e in nessuna nazione: tutto il popolo in mezzo al quale ti trovi vedrà l’opera del Signore, perché terribile è quanto io sto per fare con te». (Es 34,9-10) Appena dopo aver consegnato a Mosè le tavole della legge il Signore ribadisce l’alleanza, annunciando che compirà meraviglie in favore del popolo di Israele. L’opera del Signore è dono totale, ma non lascia inerti gli esseri umani, la sua alleanza convoca tutti a vivere ogni giorno fedeli alla Legge. La preghiera di Mosè, infatti, termina chiedendo «fa’ di noi la tua eredità»: di generazione in generazione il popolo di Israele sarà legato al Signore. Preghiamo Ricordo i prodigi del Signore, Dal Salmo 76 (77) |
PUBBLICATO DOMENICA 9 luglio 2023
Cercate sempre il Suo volto
V Domenica dopo Pentecoste
Il Signore disse ad Abram: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra». (Gen 11,1-3) La storia di Abramo, che dà inizio all’alleanza del Signore con il popolo di Israele, può essere considerata come quella di ogni essere umano e di ogni comunità: ci sono momenti fondamentali nei quali il rapporto tra il passato e il futuro è sproporzionato. Preghiamo È lui il Signore, nostro Dio: Dal Salmo 104 (105) |
PUBBLICATO DOMENICA 2 luglio 2023
Il Signore è il rifugio del giusto
IV Domenica dopo PentecosteIl Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti». Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore. (Gen 6,5-8) In poche righe, la Scrittura definisce il volto del Signore: di primo acchito, seguendo la narrazione, parrebbe che il Signore possa realmente voler distruggere il genere umano. In fondo, però, quella è l’immagine che spesso donne e uomini si fanno di Dio, riducendolo ai loro criteri di giudizio, a unità di misura predefinite, a una forma di giustizia proporzionale. Invece, Dio sorprende, perchè è più grande di ogni attesa: certo il male commesso è ingente e la volontà di eliminarlo deve essere ugualmente radicale. Ciò non significa però che il Signore voglia prendere le distanze dalle sue creature: grazie a Mosè e alla sua discendenza nulla andrà perduto. Preghiamo Ecco, hanno tremato di spavento, dal Salmo 13 (14) |
PUBBLICATO DOMENICA 25 giugno 2023
Tu rinnovi la faccia della terra
III Domenica dopo PentecosteIl Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, nel giorno in cui tu ne mangerai, certamente dovrai morire». La reazione comune nei confronti di un divieto è quella di percepire una diminuzione ingiusta della propria libertà. La sapienza biblica riconosce al contrario che sin dall’origine la volontà di Dio nei confronti degli esseri umani è ben differente: egli offre la possibilità di una vita piena, che non venga ridotta dall’esperienza del male. Preghiamo Tutti da te aspettano Dal Salmo 103 (104) |
PUBBLICATO DOMENICA 18 giugno 2023
Benedici il Signore, anima mia
II Domenica dopo PentecosteLi rivestì di una forza pari alla sua e a sua immagine li formò. In ogni vivente infuse il timore dell’uomo, perché dominasse sulle bestie e sugli uccelli. Discernimento, lingua, occhi, orecchi e cuore diede loro per pensare. Li riempì di scienza e d’intelligenza e mostrò loro sia il bene che il male. Pose il timore di sé nei loro cuori, per mostrare loro la grandezza delle sue opere, e permise loro di gloriarsi nei secoli delle sue meraviglie. Loderanno il suo santo nome per narrare la grandezza delle sue opere. (Sir 17,3-4.6-10) In questo brano per affermare la grandezza degli esseri umani si descrive quella di Dio e viceversa: nel progetto del Signore l’essere umano è una creatura che trova gioia nella misura in cui riconosce il suo legame con il Signore. Riconoscere i propri limiti, comprendere la differenza rispetto a Dio non è motivo di tristezza, né è segno di una mancanza. Al contrario, scoprire la gloria del Signore corrisponde a scoprire che essa è destinata a farsi dono per gli umani. Ciascuno ha gli strumenti per scoprirlo, per renderne grazie e farne tesoro. Preghiamo Sei tanto grande, Signore, mio Dio! Dal Salmo 103 (104) |
PUBBLICATO DOMENICA 11 giugno 2023
Di giorno in giorno benedetto il Signore
Ss. TrinitàMosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”». Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione». Il Signore si presenta come colui che entra in relazione con gli esseri umani, egli non prende le distanze, ma si immerge nella storia. La possibilità di conoscerlo incontrandolo è portata a compimento nella storia di Gesù, quando una volta per sempre Dio si manifesta come colui che entra in relazione a tal punto da dare la vita per tutti. Festeggiare la Solennità della Trinità corrisponde a riconoscere che Dio si lega agli esseri umani proprio perché la sua stessa natura è quella della relazione tra le tre persone, una relazione tanto stretta da aprirsi fino a coinvolgere in quell’amore che dà vita ogni persona. Preghiamo Di giorno in giorno benedetto il Signore: Dal Salmo 67 (68) |
PUBBLICATO DOMENICA 4 giugno 2023